Festa dei Serpari. A Cocullo (Abruzzo) un’antica tradizione tra il Sacro e il Profano

La festa dei serpari si svolge a Cocullo il 1º maggio a partire dal 2012; precedentemente aveva luogo il primo giovedì di maggio.

La festa si svolge in onore di san Domenico abate che risulta essere particolarmente venerato a Cocullo. Ma anche a Villalago, perché è il patrono di entrambi i paesi abruzzesi.

Difatti a Cocullo vengono conservate due reliquie del santo: un molare ed un ferro della sua mula. Un altro molare del santo è conservato nella chiesa principale di Villalago.

Leggende sulle origini della festa

Secondo la tradizione locale, il santo cavandosi il dente e donandolo alla popolazione di Cocullo, fece scaturire in essa una fede che andò a soppiantare il culto pagano della dea Angizia, protettrice dai veleni, tra cui quello dei serpenti.

Il dente di San Domenico, con probabile allusione al dente avvelenatore del serpente, diede, forse, l’idea che fece nascere la fede che portò alla festa in onore del santo.

La festa ha riconduzioni pagane, probabili residui dell’antico culto della dea Angizia.

Nell’Eneide è presente la figura di Umbrone, giovane serparo dei Marsi, l’antica popolazione dell’Abruzzo.

Alleato di Turno nella guerra contro Enea, sarà ucciso dal capo troiano in persona.

La cattura dei serpenti

La prima fase della festa consiste nella ricerca e nella cattura dei serpenti (tutti rigorosamente non velenosi) che cominciano ad essere raccolti quando inizia a sciogliersi la neve, da persone esperte dette serpari.

Queste osservano le stesse tecniche dei serpari antichi anche se allora i rettili venivano posti in recipienti di terracotta, ora in cassette di legno.

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