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Erwin Olaf e Phil Stern

“Vite private” di Erwin Olaf e “Sulla scena” di Phil Stern



Una doppia mostra, da non perdere, pensata per far dialogare le foto di artisti diversi fra loro, per generazione, Paese, linguaggio espressivo e impatto visivo, ma collegati comunque da un filo che li unisce. Phil Stern, maestro del reportage in bianco e nero, nato nel 1919 da una famiglia di ebrei russi immigrati negli Usa, ha immortalato, nella sua lunga e luminosa carriera, innumerevoli star del cinema e dello spettacolo.
  Erwin Olaf nato in Olanda nel 1959, coniuga il reportage giornalistico con il ritratto realizzato in studio. Per la prima volta in Italia, una sele zione dei loro lavori è ospitata, da oggi al 12 settembre presso Forma, divenuta Fondazione, nelle due rassegne “ Sulla Scena di Phil Stern” e “ Vite private di Erwin Olaf”. Il fotografo americano, il cui ricordo dell’Italia è legato principalmente al la alla Seconda Guerra mondiale - prese infatti parte allo sbarco in Sicilia -, dai reportage del conflitto passò a raccon tare e documentare la musica jazz ritraendo i grandi interpreti neri. Erano gli anni ‘ 40, ‘ 50 e ‘ 60, quelli di Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie… ritratti nelle sale d’incisione o tra una pausa e l’altra di una registrazione: imma gini di una straordinaria efficacia. Ma anche Frank Sinatra, Sammy Davis Jr., Dean Martin… Poi il trasferimento a Hol lywood dove riuscì a tra smettere le atmosfere rese pubbliche dai divi del set. Con una miscela d’ironia e distacco, uniti a una sapiente composi zione rigorosamente in bianco e nero, Stern ci rivela l’animo dei personaggi: un’attonita Marilyn Monroe, un imperturbabile  Alfred Hitchcock,  ripreso nella sua cantina di vini, una seducente  Anita Ekberg, un affasci nante e serio Marlon Brando… poi il mitico  James Dean, di cui fu amico e da cui fu ritratto sulla moto dell’attore nel 1955.
  Al decano della fotografia fa da contraltare la mostra di Olaf - da qualche anno si dedica anche alla video arte - che espone sette tra le ultime serie realizzate: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn, Dusk e  Hotel. Immagini di una perfezione quasi maniacale in cui sguardi, atmosfere e personaggi sono spesso ispirati ai film de gli anni ’ 70, Pasolini, Vi sconti, Fellini… E quegli interni - “ In studio puoi creare con fantasia, fuori si è disturbati e distratti dal mondo esterno ” a f ferma -, in cui la presenza umana ha una valenza prioritaria, sono illumi nati da una luce “ magica”, che appartiene più al mondo della cinematografia.
fonte: Cronacaqui 


 Piazza Tito Caro 1 – tel. 02/58118067. Orari: 11-21; gio. e ven. 11-23. Dal 16 giugno (ore 19) al 12 settembre.




Da oxigen, Venerdì, 18 Giugno 2010 07:14, Commenti(0)
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