L’arrivo ad Hong Kong è stato entusiasmante già dall’atterraggio, con l’aereo che sembrava sfiorare i grattacieli e la pista d'atterraggio che non arrivava mai.
Hong Kong è una delle città più belle che io abbia visto. Dal momento che scendemmo dall’aereo fummo investiti da un caldo impressionante accompagnato da un tasso di umidità che raggiungeva il 98%, con i nostri zaini in spalla, per prima cosa, trovammo da dormire in una guest house vicino al famosissimo Peninsula Hotel, ma non certamente allo stesso livello. La cameretta era situata al 16° piano di un grattacielo e si affacciava su un cortile dove le cucine dei numerosi ristoranti di tutti i tipi (indiani, pakistani, cinesi) stipati ai piani bassi, riversavano i loro fumi. Uscire dalla stanza refrigerata dell’albergo era un’impresa, prendere l’unico ascensore disponibile che si fermava ad ogni piano raccogliendo quanta più umanità fosse possibile stipare in uno spazio così angusto, accompagnati sin dalle prime ore del giorno da odori di cucina a noi sconosciuti, richiedeva tutta la nostra buona volontà.
Victoria, il distretto commerciale di Hong Kong, è una città stupenda, dal modernissimo centro pieno di grattacieli che di notte si illuminavano rendendoHong Kong uno spettacolo per gli occhi, alle vie laterali piene di negozietti di ogni tipo di merce, dai pulcini ai banchi di coloratissime spezie, dai venditori di cavallette ai venditori di fiori, dai venditori di foglie di tabacco ai commercianti di prodotti che, seppure molto coreografici, non saprei dire cosa fossero, ed infine agli innumerevoli negozi di elettronica per la gioia degli appassionati.
Girando la città, sfidando il caldo e l’umidità nonchégli innumerevoli temporali, abbiamo passato dei giorni bellissimi in attesa di ottenere il visto per la Cina, passeggiando tra grattacieli che si slanciavano da strade attraversate dai tram coloratissimi a due piani.
Impressionante era anche vedere alcuni grattacieli in costruzione rivestiti da impalcature fatte con canne di bambù, segno che il vecchio e il nuovo difficilmente si sarebbero divisi nel tempo a venire.
Per combattere il caldo si entrava ogni tanto in qualche negozio o ristorante con condizionatori alti tre metri che riuscivano a portare la temperatura internatalmente bassa che persino un pinguino reale avrebbe trovata eccessiva.
Assolutamente da non perdere:
Victoria Peak, la vista di Kowloon ed Hong Kong è magnifica dal picco (sempre che non ci sia nebbia o pioggia). Si può prendere la dentiera che porta sul picco e poi camminare sulla strada ad anelli che porta sulla cima del monte.
Central District Il Central è la zona degli affari di Hong Kong e vi si trovano molti dei negozi e boutique più eleganti. Il distretto ospita anche un'altra delle meraviglie architettoniche di Hong Kong , il palazzo della Hong Kong Shanghai Bank. Un altro edificio famoso è la Jardine House, un tempo uno dei più alti dell'Asia.
La sera la città si vestiva a festa accendendo le luci coloratissime delle insegnee dei grattacieli.
Indimenticabili le cene a base di pesce. Prendevamo un battello per raggiungere, dopo mezz'ora circa dal centro, un’isola affollata da banchetti di pesce fresco: si poteva comprare ogni sorta di abitante marino e portarlo nei ristorantini adiacenti per farselo cucinare.
Passammo una settimana ad Hong Kong, il tempo necessario per ottenere il visto e poi prendemmo il treno per passare il confine ed arrivare in Cina, a Canton.