In questo viaggio si unì, insieme a me e a Paola, anche il nostro amico Giorgio. Preparati gli zainipartimmo il mattino presto per l’aeroporto per imbarcarci per…..Città del Messico. All’arrivo, sbrigate le formalità doganali e cambiati i soldi, prendemmo un bus per il centro, venimmo subito colpiti dallo smog , considerate che la città si trova ad un'altitudine di 2300 metri ed è una delle più grandi metropoli del mondo con una popolazione che sfiora i 9.000.000 di abitanti e se consideriamo la zona metropolitana superiamo i 19.000.000. Partiamo all’esplorazione della città, Plaza de la Constituction, chiamata el Zócalo, è una piazza immensa invasa da turisti, venditori ambulanti e danzatori vestiti da atzechi, è il nostro punto di partenza per poi vagare nelle stradine adiacenti e approdare al Bar la Opera , questo locale è una istituzione messicana. Sul soffitto e presente un foro, si racconta che Pancho Villa entrando a cavallo, abbia ordinato da bere sparando in aria e conficcando la pallottola sul soffitto, non so se sia vero noi, intanto, ci gustiamo delle cerveza (birre) gelate. La sera, a cena, gustiamo le specialità messicane burrito, enchilada, frioles conditi con salse piccanti, la cucina messicana è varia e molto piccante. Il mattino seguente ciorganizziamo per andarein bus a Taxco , 150 km a sud di Città del Messico.La rete di bus Messicana è molto efficiente, consigliata per gli spostamenti interni.
Taxco , conosciuta come città dell’argento, è una splendida cittadina arroccata in collina invasa da decine di negozi che vendono argento, lo shopping fra le "platerias" è l'attività più comune.
Un’altra escursione da non perdere è Teotihuacan , a 50 km. dalla capitale, è il più grande sito archeologico precolombiano del Nord America. L’edificio più imponente di Teotihuacán è la Piramide del Sole, costruita su una base di circa 225 metri per lato e alta in origine 75 metri.
La mattina seguente lasciamo la capitale per raggiungere Oaxaca, una stupenda città da girare a piedi camminando tra i vicoli con case coloratissime, la sera andate nella piazza principale circondata da ristoranti che, oltre al cibo, offrono tipicamusica messicana, il Mariachi, suonata da strumentisti in costume.
Dopo aver dormito in una guest house economica, la mattina raggiungiamo San Cristobal de las Casas capitale del Chiapas terra conosciuta per le gesta del subcomandante Marcos e del movimento zapatista.
San Cristobal è un'affascinante cittadina coloniale di montagna ideale per avvicinarsi alla cultura degli indios .Oltre allo zòcalo, la centralissima piazza coloniale, una delle maggiori attrazioni della cittadina è il grande coloratissimo mercato che tutte le mattine, tranne la domenica, richiama numerosi indigeni anche dalle campagne, attenzione ai borseggiatori.
Dopo un paio di giorni partiamo per raggiungere il confine con il Guatemala. Arrivati al confine, in mezzo alle montagne, la corriera vomita il suo carico fa inversione e riparte, non sarà lei a farci entrare in Guatemala. Mentre eravamo in coda per sbrigare le pratiche doganali, che con qualche dollaro si velocizzavano un maniera sorprendente, Giorgio (il nostro amico) esordisce con una domanda: “….mah cos’è quel foglietto verde che tutti avete in mano? Io non ce l’ho!!!!!!!!!!!”. Quel foglietto verde non era altro che la carta verde rilasciata alla dogana dell’aeroporto di Città del Messico, senza la quale non potevamo uscire dal Messico ne tanto meno entrare nel Guatemala …..PANICO!!!! Nel frattempo decine di indios, che facevano a gara per prendersi i clienti, si erano precipitati a prenderci gli zaini e caricarli sui loro pulmini che ci aspettavano oltre il confine, ormai alla dogana eravamo gli ultimi della coda e Giorgio, rovistando tra le sue cose, non riusciva a trovare la carta verde, i pulmini con i nostri zaini erano pronti a partire e con il motore acceso. Non rimase altro da fare che recuperare i nostri zaini. I pulmini partirono e ci trovammo noi tre soli con i militari della dogana che ci guardavano ridendo, noi no un po’ meno!!!. Giorgio svuotò completamente lo zaino ed in fondo trovò quella che all’aspetto sembrava una cartina appallottolata di una caramella fusa al caldo ma, fortunatamente, era la carta verde. Passammo il confine e 10 metri dopola cosa non cambiò di molto eravamo sempre noi tre soli con i militari della dogana, che ci guardavano ridendo. Aspettammo più di un’ora al sole fino all’arrivo di una corriera locale che roccambolescamente ci portò ad Antigua (clicca per vedere il seguito del viaggio)
Rientrammo in Messico in corriera dal Guatemala passando per il Belize e proseguimmo il viaggio per concederci una pausa al mare, direzione Cancun, dove non soggiornammo, per noi era troppo caotica, decidemmo di imbarcarci per Isla Mujeres, una piccola isola situata nel Mar dei Caraibi. Ci godemmo qualche giorno di assoluto relax su spiagge bianchissime ombreggiate da palme.
Ricordo ancora oggi i pranzetti a base di aragoste e birra gelata gustati per 10$ nei chioschetti sulla spiaggia e la sera, la vita notturna, non si faceva mancare. Riposati e abbronzati (per non dire ustionati) partimmo per l’esplorazione della penisola dello Yucatán. 130 chilometri prima di raggiungereMerida, capitale dello stato dello Yucatan e piacevole città ricca di palazzi d’epoca coloniale, ci fermammo per visitare Chichén Itzà. Questo è forse il sito Maya più famoso dello Yucatn. Il monumento più famoso è El Castillo, una piramide a gradoni con scalinate su ogni lato che, ovviamente, abbiamo scalato nonostante il caldo soffocante, all’interno della piramide si trova un trono a forma di giaguaro dipinto di rosso con le macchie costituite da inserti di giada.
Altri interessanti edifici in pietra, ed uno splendido campo del gioco della pelota, sono sparsi in questa area.
Un altro sito maya che ha attirato le nostre attenzioni è Uxmal, nonostante il nome sembra la marca di una supposta, il sito è veramente notevole anche se visitarlo non è stato facile vista l’elevata temperatura e la quantità inverosimile di zanzare. Ci spostammo per dormire a Campeche caratteristica per le sue case dai colori pastello e per l'atmosfera coloniale.
La tappa successiva fu Villahermosa.
dove avevamo un appuntamento volante con due nostri amici di Torino, Lorenzo e Maria. Nonostante l’appuntamento preso un mese prima sia stato concordato in maniera molto vaga, “Civediamo alle otto di sera il 24 di agosto davanti all’hotel Camino Real Villahermosa, se ci si vede bene altrimenti niente”, ci siamo trovati con piacere passando insieme un paio di giorni. Il mattino seguente andammo, tutti insieme in macchina, a visitarePalenqueuno splendido sito maya in mezzo alla giungla.
La sera ci incontrammo con una ragazza che Giorgio (il nostro amico) aveva conosciuto sulla corriera e sperava di fare il “conquistador”. La andammo a prendere sotto casa e lei uscì accompagnata dalla sorella, una messicana che ricordava Pancho Villa, andammo prima al ristorante, e poi, su suggerimento di Pancho,in un night club, andammo avanti fino a tarda notte a tekila servita con il sale e il limone, incoraggiati da Pancho a consumare. Il nostro divertimento era alle stelle vedendo lo sconforto di Giorgio quando ha realizzato che oltre a pagare la cena e il conto del night per le due sorelle, è andato in bianco. Il mattino seguente ripartimmo per Città del Messico dove il volo ci riportò a casa.
I trenta giorni passati in Messico e Guatemala hanno lasciato un bel ricordo, è un viaggio facile, la situazione igienica e buona in Messico un po’ meno in Guatemala, evitare comunque di bere acqua che non sia imbottigliata.
Informazioni Utili
Nome in lingua locale: Mexico _ Estados Unidos Mexicanos
Gruppi etnici: Meticci 60% Amerindi 30% Bianchi 9% altri 1
Moneta: Peso messicano
Fuso orario:-7
Prefisso telefonico: 0052
Corrente elettrica: 127V 60 Hz A
Ambasciate e consolati in Italia: Via Spallanzani, 16 00161 Roma Tel.06/441151 Fax 06/4403876
Documenti necessari per l'accesso: Sono necessari il passaporto in corso di validità e una carta turistica , il tutto per soggiorni non superiori a 90 gg.