Marocco. “3 giorni a Marrakech”. Breve guida su cosa vedere, cosa fare, cosa mangiare

Se non hai molto tempo a disposizione per visitare il Marocco e vuoi concentrare il tuo viaggio solamente nella città di Marrakech, ecco di seguito alcuni suggerimenti e consigli per ottimizzare i tempi e avere una panoramica abbastanza completa sulla città.
Ovviamente, se avrai più giorni a disposizione, ti consiglio di fare escursioni anche fuori città come a Essaouira, Ouarzazate e magari spingerti fino al deserto di Erg Chebbi a Merzouga.

Ma partiamo subito alla scoperta di questa città.
Se hai scelto Marrakech, forse conosci l’alone di magia e mistero che porta con sé. È una città che si trova nel centro del Marocco, nell’entroterra, ai piedi delle montagne della catena degli Atlas (Atlante). L’altro nome con cui è conosciuta è la “città rossa” o la “città ocra” proprio per il colore rosso di una gran parte dei suoi edifici e delle sue case già visibile in fase di atterraggio in aeroporto.
È una destinazione ben collegata all’Europa e all’Italia. L’aeroporto internazionale di Marrakech, infatti, è collegato con diversi aeroporti italiani.



Da qui è molto semplice raggiungere il centro città. Puoi usare sia con un bus pubblico (n.19, parte fuori dal Terminal ‘Arrivi’) che costa 20 dirham circa 2 € sia con il servizio taxi.
Per il servizio taxi ti consiglio di contrattare il prezzo prima di salire, il prezzo dovrebbe essere attorno ai 70/100 dirham (7/10 €). Se ti chiedono di più, cerca un taxi alternativo e comunica chiaramente che sei a conoscenza delle tariffe ufficiali.
A Marrakech, la maggior parte delle strutture ricettive sono i riad, quasi totalmente concentrati nella Medina. Soluzioni alternative di alloggio come hotel sono invece ubicati fuori dalla Medina e nella Ville Nouvelle (città nuova).
Per un’esperienza più vivida e indimenticabile a diretto contatto con il tessuto tradizionale e culturale del Marocco, ti consiglio il pernottamento in un tipico riad nella Medina.
Per questo viaggio ho scelto il Riad Dar al Sultan (26 Derb el Arsa, Riad Zitoune Jdid, Marrakech, Telefono: +212 670-726205 Web: riaddaralsultan.com) per la sua posizione comoda e silenziosa all’interno della Medina, a qualche metro dal Palazzo Bahia e a 5 minuti a piedi dalla piazza Djamaa El-Fna.

Questo riad mi ha garantito un ottimo livello di comfort nelle stanze e negli spazi comuni, oltre che, grazie a una chef residente, un elevato standard della cucina interna che difficilmente si trova nei riad di Marrakech. Nel riad ho partecipato anche a un corso di cucina marocchina per conoscere e capire i segreti che ci sono dietro la bontà delle loro ricette. Di seguito quello che ho visitato e scoperto in 3 giorni di permanenza a Marrakech.

Giorno 1 – Medina / Djamaa El-Fna / Souks

Il primo giorno ti consiglio di prendere contatto con la Medina di Marrakech che è davvero un luogo indimenticabile. Infatti, come quasi tutte le città del Marocco, anche questa comprende – nel suo interno più antico – una cittadina fortificata che vibra di venditori e di mercati. Il punto di accesso principale alla Medina è Piazza Djamaa El-Fna (di cui ti racconterò meglio in seguito in questo articolo) che è una delle piazze più trafficate dell’Africa, oltre che essere il centro economico e turistico.
Marrakech custodisce il più esteso mercato tradizionale berbero (nella Medina) che è chiamato souk che comprende 18 diversi souk, ognuno specializzato in un tipo di merci: dai tappeti, al cuoio, alle spezie, agli animali, agli oggetti di legno fino alla moderna elettronica di consumo.
A grandi linee, posso dire che i primi souk vicini alla piazza Djamaa El-Fna sono quelli più “turistici” in cui si trovano souvenir e oggetti di tipo “internazionale”, addentrandosi maggiormente e allontanandosi dalla piazza, potrai trovare i souk più “indigeni”, quelli frequentati maggiormente dai marocchini dove troverai merci più tipiche e caratteristiche, oltre che riservarti esperienze più dense e profonde.

A tal proposito, ti consiglio di farti accompagnare da una guida professionista sia per evitare contrattempi (come perdere l’orientamento nella ingarbugliata Medina o non sapere come difendersi dall’assalto di venditori con pochi scrupoli) ma soprattutto per avere un riferimento solido e efficace che ti faccia maggiormente godere della scoperta di questo luogo.
Io ho chiesto e mi sono affidato alla guida professionista e certificata Faysal Alami dell’agenzia Faysal Viaggi (Mail: faysalviaggi@yahoo.fr, Tel . 00212661202226, Web: www.faysalviaggi.com) che mi ha aiutato a scoprire i luoghi più caratteristici, quelli più vicini alla popolazione per vedere davvero uno spaccato di Marrakech che mi resterà nel cuore, oltre che avermi dato informazioni precise e dettagliate su palazzi e musei che mi hanno permesso di capire un po’ di più la cultura araba oltre che la religione musulmana.

Durante la scoperta della Medina è stato interessante visitare una farmacia tradizionale (in questo caso fatti consigliare dalla tua guida per non imbatterti in farmacie non autorizzate che propongono merci non originali). Assieme alla guida Faysal abbiamo visitato l’Herboristerie Bab Agnaou (No.1، Rue Bab Agnaou, Marrakech, Tel. +212 5243-91632) che, grazie al signor Ighazdis Kamal, mi ha permesso di vedere da vicino il mondo delle spezie e dei medicamenti naturali.

Un’esperienza tra le esperienze: Piazza Djamaa El-Fna

È la piazza attorno alla quale si sviluppa la città vecchia e potrebbe essere considerata il centro vitale di Marrakech. La piazza si trova al centro della Medina, con a nord con il quartiere dei souk, a est la Qasba e a sud-ovest la moschea della Kutubiyya. L’origine di questa piazza non è nota con certezza.
Il nome potrebbe significare “adunanza del defunto” oppure “moschea del nulla”. In realtà, entrambe le origini potrebbero essere valide perché l’area attuale della piazza faceva anticamente parte di un progetto (mai concluso) di edificazione di una moschea, ma fu anche luogo in cui venivano eseguite pubblicamente le esecuzioni capitali.
L’Unesco ha incluso questa piazza tra i luoghi del “patrimonio immateriale” da difendere proprio per l’aspetto umano e culturale che questa piazza esprime, essendo come un teatro all’aperto che mette in scena un’opera diversa per ogni singolo giorno da oltre duemila anni. Infatti, l’aspetto della piazza cambia radicalmente durante la giornata. Dalla mattina presto fino al pomeriggio è un mercato all’aperto (si vendono stoffe, spremute, uova di struzzo, spezie etc.) oltre essere il luogo in cui operano cavadenti, incantatori di serpenti, decoratrici con l’henné.
Di sera, tutto cambia. Arrivano i banchetti con tavoli e panche per mangiare, oltre che musicanti, ballerini e cantastorie. É un’esperienza davvero da fare e il cibo non è affatto male se si considera di essere in strada.

Giorno 2 – Musei / Palazzo Bahia / Museo di Marrakech / Palazzo Dar El Bacha (del Pascià)

Il secondo giorno ti consiglio di dedicarlo alla visita dei musei e dei palazzi storici. Per dedicare il giusto tempo, il suggerimento è selezionare questi tre: Palazzo Bahia, Museo di Marrakech e Palazzo Dar El Bacha.

Il Palazzo di Bahia (Bahia significa “bello”, “brillante”) è un palazzo del diciannovesimo secolo che si estende per di otto ettari.
È riconosciuto come uno dei capolavori dell’architettura marocchina, considerato uno dei principali monumenti del patrimonio culturale del paese e uno dei principali luoghi di turismo in Marocco. (Avenue Imam El Ghazali, Marrakech, ingresso 7 €, dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 17). Il palazzo è visitabile ed è spesso luogo per concerti di musica arabo-andalusa e mostre d’arte.
A volte il Re con la sua famiglia lo usa durante il suo soggiorno (in una parte non aperta al pubblico). Il palazzo include camere e salotti, stretti come in un labirinto, la moschea, la scuola coranica, l’harem e l’hammam, le stalle, il “giardini del Palais Bahia” con un grande orto con alberi da frutto e alberi di ulivo, palme, palme da dattero, alberi di limoni e di arance.
Da qui, dirigendoti verso la piazza Djamaa El-Fna, arriverai al Museo di Marrakech conosciuto anche col nome di “Gioiello di Marrakech”. Il museo si trova all’interno del Palazzo Dar M’ Nebhi (architettura moresca della fine del XIX secolo), di fronte la Medersa di Ben Youssef (alla data di scrittura dell’articolo la Medersa risulta chiusa per lavori di ristrutturazione) ed è composto da numerose stanze decorate con colonne e mosaici, archi nelle quali sono conservate interessanti collezioni dell’artigianato sia Berbero che Ebreo e Musulmano come ceramiche, documenti storici, oggetti archeologici, monete.
Spesso le sale ospitano mostre di arte contemporanea. Il museo ha un bellissimo cortile interno e nella parte centrale, la più suggestiva, si trovano bellissime fontane di marmo e un gigantesco lampadario antico.
Continuando a piedi verso nord, senza uscire dalla Medina, puoi raggiungere il palazzo Dar El Bacha (il palazzo del Pascià) considerato uno dei più bei palazzi della città ocra e fu la residenza di Thami El Glaoui, nominato Pasha di Marrakech nel 1912 dall’allora Sultano Moulay Youssef. Personalmente lo preferisco rispetto al Palazzo Bahia perché questo risulta meglio conservato, oltre che meglio decorato.

Dall’ingresso principale, un lungo corridoio conduce ad una meraviglia di sensazioni che offre questo palazzo, con soffitti multicolori e architettura in stile andaluso, una porta di legno di cedro su cui è incisa una stella, simbolo del Marocco, capitelli intagliati e dipinti con pigmenti naturali (papavero, indaco o zafferano), geometria rigorosa di poligoni a forma di stella, fregi con ornamenti a forma di diamante o “artiglio di leone” ricoprono le colonne.
Il patio centrale è quel che si può nominare il “paradiso in terra” della cultura musulmana. Una fonte di acqua nel centro, alberi di fichi e arance amare ai lati, silenzio e uccellini che volano e cinguettano tra le fronde.

Oltre l’arte e la cultura, anche il cibo può appagare l’anima. Avevo letto alcune recensioni positive sul web e me le sono fatte confermare dalla guida. Durante questa giornata, ho voluto provare la cucina del ristorante Cafè Dar Touareg (Rue Tougma, Marrakech, Tel. +212 5244-27543) che si trova proprio nelle vicinanze del Palazzo Bahia ed è gestito dal simpatico signor Mohammed e da suo fratello assieme alle loro famiglie.
Qui, in un ambiente rilassato e con personale gentile, potrai gustare la cucina caratteristica marocchina: dalle insalate alle zuppe, dai vari tajine (pollo, manzo, agnello, vegetariano) al famoso cous cous, alla pasticceria e terminare il pasto con il tipico tè alla menta.

Giorno 3 – Valle Ourika, mercato berbero, hammam

Nel terzo e ultimo giorno di visita, ho deciso visitare una località fuori città per conoscere da vicino la realtà berbera e per trovare un luogo dove fuggire dal caldo della Medina. La scelta è stata per la Valle Ourika, raggiungibile con circa un’ora di viaggio. Anche in questo caso, ho preferito usare i servizi (trasporto + guida) offerti dall’agenzia Faysal Viaggi.
Già dopo qualche chilometro, il paesaggio inizia a cambiare, a farsi tortuoso dato che ci si dirige verso i Monti Atlas. Poco più avanti si prosegue verso la valle e iniziano a vedersi i primi villaggi berberi sulle pareti delle montagne. In questi luoghi, potrai avere la possibilità di visitare anche un tipico mercato berbero. Io ho visitato quello di Aghbalou (dato che era giovedì), ma se visiti la valle il martedì potrai vedere quello a Tahanaout e il sabato quello ad Asni. Nel mercato ho anche approfittato per farmi radere la barba e tagliare i capelli 🙂

Il punto di partenza per una breve escursione tra le montagne è il villaggio di Setti-Fatma. Dal parcheggio, salendo per un sentiero (ricordati di indossare delle scarpe da ginnastica o da trekking) potrai arrivare alla prima cascata, abbastanza accessibile, e magari farti un bagno rinfrescante, considera che le acque sono abbastanza fredde.
Per arrivare alle successive cascate è necessario essere più avventurosi e fisicamente più allenati. A fine escursione, è tipico fermarsi a mangiare in caratteristici ristorantini che offrono posti a sedere direttamente nelle acque del fiume.

Dopo una giornata fisicamente importante, di ritorno a Marrakech, ti consiglio di provare l’esperienza di un hammam ovvero un metodo di pulizia che deriva da quello che gli antichi Romani avevano nello loro terme.
Ma un hammam è anche un luogo d’incontro, di discussione, questo vale soprattutto per le donne. A Marrakech puoi trovare principalmente due tipi di hammam: quelli tradizionali e i quelli turistici. I tradizionali sono quelli frequentati maggiormente da gente del posto (costo da 1 €). Quelli turistici (a partire da 15 €), frequentati per lo più da turisti appunto, offrono anche servizi esclusivi di massaggi con essenze e creme particolari.
Io ho voluto provare uno turistico, Les Bains de l’Alhambra (Kasba, Derb Rahala n 9 | Kasbah, Marrakech, Tel. +212 5243-86346, Web: www.lesbainsdelalhambra-marrakech.com) provando sia il servizio di hammam tradizionale che una rilassante ora di massaggio.

Dopo un hammam, stai certo che ritroverai tutte le forze e inizierai ad avvertire di nuovo il fascino magnetico della piazza Djamaa El-Fna. Per questo, non puoi ripartire da Marrakech senza immergenti nuovamente, l’ultima sera, nel “fracasso magico” di questa piazza che da millenni strega i suoi visitatori.
Serpenti, ballerini, cantastorie sono lì per ammaliarti e per darti “allucinazioni positive” a piccole dosi, sensazioni che ti porterai nel letto e nei sogni che farai, oltre che una inspiegabile voglia di tornare presto in questo angolo di mondo che generazioni di viaggiatori hanno cercato di raccontare, ma che non hanno mai compiutamente fatto data la mutevolezza e la multiformità di questa piazza e di questa città.

L’unico modo per carcarla di capire, di decifrarla, è venirla a visitare, lasciare a casa preconcetti, paure, timori e aprire mente, anima e cuore a Marrakech, lasciartela entrare e, lentamente, farla crescere e prendere forma. In regalo, dentro di te nascerà una perla, una perla strana e di grande valore, la perla rossa dell’Africa. Buon viaggio!

Testo e foto di Roberto De Ficis

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