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Momijigari, il rito del foliage giapponese

L’autunno è una delle stagioni migliori per scoprire il Giappone. Quando la natura prende il sopravvento e per i suoi abitanti è tempo di momijigari. Una tradizione secolare che, letteralmente, significa “caccia all’acero” (momiji, cioè “acero” o “foglie rossicce” e da kari, cioè “caccia”) e che, nella pratica, si traduce in gite o in veri e propri viaggi per ammirare i colori infuocati della natura. Dal verde bosco al rosso intenso, dal giallo oro all’arancione acceso, prima che le foglie cadano: ovunque è un tripudio di colori che regala paesaggi ogni volta unici e spettacolari.

Un’esplosione di colori che porta alla luce anche i forti contrasti del Giappone. Un Paese in cui grattacieli e palazzi avveniristici affiancano piccoli templi, i ritmi frenetici si alternano ad atmosfere zen, dove il legame con la natura resiste accanto allo sguardo rivolto al futuro. Dove il contrasto diventa armonia.
E qui, il foliage è un rito che si ripete ogni anno, con grande devozione. Tanto che, come per il meteo, anche per il momijigari vengono trasmesse le previsioni sui colori dell’autunno. Le sfumature del foliage e la sua durata dipendono, infatti, dal clima. Maggiori sono gli sbalzi di temperatura, dal caldo dell’estate al freddo dell’autunno, più forte sarà l’intensità dei colori. Anche la pioggia incide su questo fenomeno spettacolare perché l’umidità, oltre a rendere le foglie più rosse, non le fa seccare e rallenta il momento della loro caduta.

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